Il pulpito, la predica e la Vita

“Apriti alla vita!” la trovo una bella frase: un po’ retorica, se vogliamo, ma prima o poi ce la siamo sentita dire tutti. Nei momenti di sconforto, alla fine di una relazione, quando andavamo dicendo che mai più ci saremmo dedicati all’amore e ripetevamo che mai più avremmo perso tempo a intessere storie con persone che poi ci avrebbero lasciato e fatto soffrire come cani. Per ogni volta che abbiamo pronunciato con rabbia o con rassegnazione i nostri propositi, c’è sempre stato qualcuno dall’altra parte della barricata che diceva “dai, non fare così, tieni spalancato il cuore e apriti alla vita, vedrai che troverai quello giusto”. Vabbè. Continua a leggere Il pulpito, la predica e la Vita

Gli irriducibili dell’amore (che nemmeno un panzer)

C’è un detto che recita “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”. Lo conoscerete di sicuro, e anche se non mi piace aprire le mie riflessioni con proverbi e luoghi comuni, direi che questo calzi a pennello. Perché è vero: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, soprattutto in questioni legate a emozioni e sentimenti. E quindi perché non aggiornarlo e trasformarlo in “non c’è peggior innamorato di quello non corrisposto, perché non ci sente e continua, batte la testa, procede nonostante prove su prove che dall’altra parte non c’è niente”? Ma proprio niente, eh? Eppure anche il niente pare essere abbastanza per questa tipologia, che come le scimmiette non sente, non vede, e parla un po’ a casaccio. Di solito attaccando la pezza a chi non c’entra nulla. Continua a leggere Gli irriducibili dell’amore (che nemmeno un panzer)

La sindrome della più bella del reame

La sindrome della più bella del reame: ne soffre colei che flirta coi fidanzati delle amiche per valutare il proprio fascino, per dimostrare a se stessa che se volesse, potrebbe in qualunque momento portarglieli via, perché la Migliore è pur sempre lei, mica quelle sciacquette che si sono ritrovati per morose. E poco importa che siano amiche. L’amicizia per lei è un concetto così labile e variabile che quando si tratta di guadagnarci qualcosa, è sempre in prima fila, ma quando si parla di egoismo personale e di colmare qualche insicurezza [mai dichiarata nemmeno sotto tortura] ecco che si può anche dimenticare, per un attimo, il suo valore. Ché tanto, si sa, tutto passa, quindi che vuoi che sia? Continua a leggere La sindrome della più bella del reame

Se telefonando io, potessi dirti addio (o anche solo vaffanculo)

Se telefonando…

Parrebbe che il nuovo giochino oggi più in voga nei corteggiamenti 3.0 sia il “vediamo chi vince la gara di chi se la tira di più”: un vero e proprio tiro alla fune tra due persone che, prese dal vortice di impegni quotidiani, sembra proprio debbano superare ostacoli insormontabili per vedersi, frequentarsi e magari dedicarsi a un minimo di piacere reciproco. In realtà, è probabile che solo uno dei due [o nessuno dei due] sia interessato all’incontro tête-à-tête, ed è molto facile scoprire come e soprattutto perché.

Perché?

Perché siamo davanti a una masnada di gente pigra, annoiata, viziata, narcisista, incapace di mettersi in discussione e insicura fino al midollo, che cerca solo e semplicemente delle conferme e delle carezze al proprio ego. Continua a leggere Se telefonando io, potessi dirti addio (o anche solo vaffanculo)

La prigionia dell’abito bianco

174HSiamo emancipate. Questo è quel che si racconta in giro. Il più delle volte viene detto con una vaga aria di scherno di cui si sente la puzza lontano un miglio, in altre viene detto ponendo l’accento sulla sacralità della cosa: finalmente, dopo secoli di schiavitù, è stata raggiunta l’emancipazione femminile. Amen.

Eppure non so. Guardandomi attorno e osservando i fenomeni e le interazioni relazionali dal mio punto di vista piccino e limitato, mi accorgo che tutta questa emancipazione, sotto sotto, non sembra proprio esserci. E non sto parlando di fenomeni sociali e politici su larga scala, o meglio, non voglio parlare di quelli. Sto parlando di situazioni alla portata di tutti che lasciano intuire come nonostante anni di lotte, disagi, tentativi di raggiungere una parità fattiva e reale tra i due sessi, a tutt’oggi ci sia ancora un grande fantasma che aleggia nel cuore di ogni donna: la paura della solitudine. Continua a leggere La prigionia dell’abito bianco

I cinque minuti del coglione

256HI cinque minuti del coglione, quelli che prima o poi capitano a tutti, sono meno rari di quanto possiamo pensare, soprattutto quando siamo coinvolti, soprattutto quando qualcosa ci interessa o qualcuno sembra piacerci più degli altri. Non so se anche da voi usano questo modo di dire, ma se non lo conoscete, la spiegazione è presto svelata: i “cinque minuti del coglione” sono sostanzialmente le cazzate che si fanno o gli errori di valutazione che si commettono quando ci si lascia infinocchiare da coloro che utilizzano le nostre debolezze per farsi strada e ottenere qualcosa da noi [e con qualcosa intendo qualunque cosa: sesso, attenzione, coccole, conferme, soldi, vie d’uscita dalla routine, e via dicendo]. Perché tutti noi abbiamo delle debolezze, e tutti noi attraversiamo momenti della nostra vita in cui senza volerlo o senza accorgercene abbiamo le saracinesche dell’autodifesa alzate, vuoi per stanchezza, vuoi perché ogni tanto bisogna anche rilassarsi, vuoi perché in certi casi non possiamo proprio farne a meno. Continua a leggere I cinque minuti del coglione

Il ritorno degli zombie, come evitare l’apocalisse

one_waySarà capitato anche a voi, prima o poi capita a tutti. Arriva il momento in cui spariscono. Non scrivono più, non rispondono più ai messaggi, e la cosa che vi fa imbestialire più di tutte è che visualizzano il vostro messaggio in cui chiedete se va tutto bene ma fanno finta di nulla, come se non lo avessero letto. E non vi calcolano più, come se voi non foste mai esistiti.

Se il post su come sopravvivere ai silenzi di Whatsapp o i ben due interventi sul blog di Sua Eminenza Pellizzari qui e qui non vi sono stati utili, vi consiglio un ripassino delle regole di base per capire come funziona. Non sforzatevi, non incazzatevi, siate zen e lasciate andare. Piuttosto che perdere energie preziose lanciando strali o maledicendo la malasorte [o l’irresponsabile di turno] concentratevi sullo step successivo. Ovvero: sulla risposta giusta da dare quando tornerà. Continua a leggere Il ritorno degli zombie, come evitare l’apocalisse

Fatti non foste, o sareste fatti?

fattiQuesta è una cosa che nessuno ama sentirsi dire, ma vi posso garantire che anche se a me sta sulle palle, è proprio vera: perché qualcuno possa prendere per il culo qualcun altro, l’altro dev’essere d’accordo.

È facile fare la parte della povera vittima. Certo, con tutte le facce di bronzo che ci sono in giro, è piuttosto semplice incontrare qualcuno che voglia raccontartela o raggirarti, ma c’è una questione a cui non si pone mai abbastanza attenzione [nonostante la prima lezione che ci fanno imparare sia quella di non fidarsi degli sconosciuti]: con le parole è facile cadere nell’errore, ma sono i fatti la prova del nove. I fatti non mentono mai.

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Otto tipologie da scansare per il nuovo anno

226HSi dice sempre che alla fine dell’anno arriva il momento dei bilanci, ma soprattutto si pensa ai buoni propositi per l’anno che verrà, nel tentativo di darsi una direzione o quantomeno di trovare un senso a quello che si è fatto, per mettere un punto, lasciarsi alle spalle quel che non serve, cercare il superfluo da eliminare, evitare di perpetuare errori e migliorare per quanto possibile la propria vita. Molto spesso lo si dice “tanto per dire” ma in realtà sarebbe davvero bene mettersi d’impegno [e magari prendersi la briga di farlo più spesso, ché abbiamo capito non è mai abbastanza].

Ognuno ha di certo un proprio modo di tirare le somme: chi esegue un test per calcolare le percentuali di fallibilità, chi si basa sugli oroscopi e attua le verifiche del caso, chi invece non fa proprio un cazzo “tanto, peggio di così”. Io quest’anno ho scelto un metodo nuovo per una maggiore praticità d’esecuzione: ho deciso di invertire i fili e capovolgere i termini della mia analisi. Continua a leggere Otto tipologie da scansare per il nuovo anno

Poverate, qualche consiglio per evitarle

231HIn tanti si chiedono se ci sia davvero un modo per capire le regole di interazione tra i due sessi. Per quanto mi riguarda, me lo sono chiesto anche io, quel centinaio di volte più o meno. La risposta che mi sono data al momento, osservando il mondo circostante, è che non esistono regole, e se esistono, vengono riscritte ogni qualvolta fa comodo.

Volete qualche esempio?

Eccovene servito subito qualcuno. Continua a leggere Poverate, qualche consiglio per evitarle