C’era una volta Superman, oggi esiste l’Uomo Figa

supermanConosco coppie che pur di non lasciarsi, continuano a disprezzarsi moltissimo. Non ridete: la paura della solitudine è una brutta bestia, e come diceva non ricordo chi, procura strani compagni di letto. Ma finché sono compagni di letto la questione sembrerebbe pure divertente.

Sempre più spesso, invece, ci sono coppie che a letto si divertono sempre meno [per non dire nulla] e finiscono per sostituire il sesso coi litigi, i baci con gli insulti, le endorfine con la fiele. C’è da chiedersi come mai nel mondo odierno siamo diventati così masochisti.

Non fate battute su schiave e padroni [e viceversa] in stile “Cinquanta sfumature”, per cortesia, che qua si parla di roba seria, almeno ogni tanto. È che ancora non mi spiego, con il pullulare di articoli e libri di esperti, analisti, psicologi e psicoterapeuti su coppie felici e infelici, tradimenti e fedeltà, amori e disamori, su come salvare la coppia, e come riconoscere se scoppia, e come non farla scoppiare, poi come farla scoppiare prima così non ci si pensa più, dicevo, non mi spiego come mai certa gente non ha ancora imparato a distinguere tra sesso, innamoramento, amore da semplice comodità, e preferisce barattare la ricerca di una vita felice con una vita piatta e piena di grane, continuando a
raccontarsela bellamente pensando che anche gli altri ci credano.

Peggio, c’è persino gente che è consapevole di avere una vita triste e insoddisfacente accanto al partner che ha, ma continua sulla stessa strada perché a cercarne una nuova si fa troppa fatica. Poi magari si lamenta che fa una vita di merda. Tant’è.

  • Lui è assente?
  • Lei non te la da più?
  • Lui è sin troppo carino e la cosa si fa assai strana, magari agisce per senso di colpa perché ti tradisce?
  • Lei ogni tre per due cerca un pretesto per discutere?

E come mai le vostre discussioni non finiscono più in sesso selvaggio e pacificatore, ma ognuno sta per conto proprio e fino al giorno dopo, o quello dopo ancora, non vi parlate più?

Tutti sintomi dell’amore che se ne va, dicono gli esperti, tutti segnali che la coppia traballa ed è a rischio, dicono i ricercatori: ma non c’era mica bisogno di farci sopra una ricercona o scriverci un manualone, glielo potevo dire tranquillamente io gratis e senza nessun margine d’errore. E allora, se le cose stanno così, perché non lasciarsi prima che il flebile sentimento rimasto si trasformi prima in mal sopportazione e poi in odio feroce? Perché non stringersi la mano, guardarsi negli occhi e dirsi sorridendo “oh, abbiamo dato tutto quello che potevamo a questa relazione, è giunto il momento di andare avanti ognuno per conto proprio”? Ve lo dico io, e anche questa volta gratis:

perché per farlo, ci vogliono le palle.

C’è chi pur di non rimanere solo si fa calpestare, umiliare, ma non molla, anche per non dover dire in giro che è rimasto single, status naturale che ormai sembra diventata quasi una brutta malattia, soprattutto quando a pronunciarla sono le donne.

Nel trecento c’era la peste, nel settecento la sifilide, nell’ottocento la tubercolosi: oggi accanto all’HIV e secondo solo all’ebola c’è l’essere single, che per molte pare equivalga a “morte certa” [quantomeno nella società]. In un mondo che le vuole sempre più emancipate, rampanti e raggianti loro non lo ammetteranno mai, ma ci sono tantissime donne che sotto sotto pensano ancora che il loro valore sia determinato dall’avere un uomo a fianco [non importa chi, potrebbe essere anche un delinquente, uno psicotico o un ex a cui in passato hanno augurato la morte ma se le tornerà a cercare e loro sono sole, bisognose e tremebonde, il gioco è fatto], e quando ce l’hanno lo sventolano come una sorta di trofeo, salvo poi lamentarsi con le amiche che “quello stronzo le cerca solo quando ne ha voglia”.

Ci sono donne così imbarazzate della propria condizione di single che quando escono si mettono una fede fasulla al dito, per non dover rispondere alle domande di cassiere, parenti e conoscenti, le solite di sempre: “allora, quand’è che ti sposi?!”. Una volta che gli altri vedono la fede al dito non glielo chiedono più, e così le poverine si sono risparmiate l’ennesima umiliazione di dire “eh no, sai, non si è ancora deciso” [ma chi, poi, l’uomo invisibile?, forse].

Gli uomini non sono meglio. Mia nonna diceva: “per conquistarti attraversano mari e monti, e quando ti hanno conquistata non attraversano più nemmeno il prato di casa”.

E mia nonna era del secolo scorso, quindi devo desumere che questa sia una questione secolare, direi quasi millenaria, che ormai è più una causa persa che un fattore di rimprovero. Mai avere aspettative, mai chiedere cose a qualcuno che non ci arriva da solo, e poi magari lo fa di malavoglia e arriva a rinfacciartelo pure: è inutile sperare di cambiare qualcuno, ma è palese che l’evidenza di questa verità è talmente abbagliante che molte chiudono gli occhi, oppure se ne dimenticano, e continuano a sperarci.

Oggidì c’è poi quello che io chiamo il nuovo sesso, che ha fatto capolino e ormai s’è preso una larga fetta del palcoscenico, una tipologia particolare che ho personalmente definito l’uomo figa:

  1. L’uomo figa è uno strano esemplare di maschio: in lui sono concentrate tutte le caratteristiche delle donne che di solito stanno sul cazzo agli uomini [che non a caso vengono definite fighe di legno], e che in lui, presumo a causa dell’effetto del testosterone che va in tilt con tali atteggiamenti prettamente femminili, vengono esaltate [no, non in senso positivo] e moltiplicate all’inverosimile.
  2. L’uomo figa se la tira un casino, anche se è un cesso.
  3. L’uomo figa ha l’atteggiamento del maschio che non deve chiedere mai ma vuole anche fare l’intellettuale, quindi avrà sempre un argomento con cui rimbambirvi e triturarvi le palle mentre voi tentate invano di dare il vostro contributo alla conversazione, che in realtà diventa un monologo – il suo; l’uomo figa ama circondarsi di figa per mostrare quant’è figo e ricercato, ma poi si comporta da figa, quindi fa la primadonna e oscura chi gli sta intorno con fare istrionico e narcisista.
  4. L’uomo figa alle volte preferisce il giochetto mentale al sesso, quindi si farà pregare, quasi che il suo pene fosse l’unico, indimenticabile esemplare nella selva dei peni esistenti e funzionanti del mondo.
  5. L’uomo figa è all’apparenza sicuro di sé ma in realtà è pieno di complessi, ve ne accorgerete quando dovrà sempre chiedere il parere alla mamma anche per come vestirsi, magari a quarant’anni suonati, arrivando sempre in ritardo agli appuntamenti [anche un po’ perché è bello farsi attendere dalle orde sospiranti di fighe a cui lo sventolerà – metaforicamente – sotto al naso, senza però darglielo, perché lui sotto sotto rimane una figa].

Come vedete, a trovarne uno così, è un bel mix che porta via il sonno, e dato che a me piace dormire bene e di gusto lo lascio con serenità alla prossima, sempre che sia disposta a sostenere il peso della responsabilità di avere un uomo figa a fianco.

E qua ritorniamo alla frase d’apertura: la novità è interessante, alla lunga stanca pure questa, e se la coppia fittizia o no che sia a stare insieme scoppia, cui prodest?

Inutile dire che è una perdita di tempo, ma gira che ti rigira, siamo sempre allo stesso punto: perché stare bene da soli, quando ci si può benissimo rompere le palle in due? Speriamo che qualche esperto prima o poi si decida a fare una ricerca seria, e ce lo spieghi una volta per tutte.