Rapporti umani a Natale: 5 step per uscirne indenni

natale-regaliÈ ufficiale: siamo entrati nella zona cesarini del delirio che sfocerà a breve, brevissimo, nel panico di Natale.

Il fenomeno inizia strisciante, con le prime ansie delle liste di #cosaregalareachi e #chisimeritacosa stilate alla veloce su agende, fogli volanti e post-it in ogni attimo libero della giornata, da quello solitamente dedicato al relax post lavorativo fino ad arrivare alla vera e propria seduta sulla tazza, per taluni ancora fonte ispiratrice di ottime idee.

Continua poi a crescere nella seconda e nella terza settimana di dicembre, in cui ancora ci si illude di “fare in tempo” [e lo si ripete all’ignoranza, per autoconvincersi che sì, è proprio così, e non c’è da preoccuparsi, perché si farà di sicuro in tempo].

Dopodiché, si espande e tocca il suo apice nel fine settimana antecedente alla Vigilia, dove finalmente si realizza che no, tutto questo tempo, poi, non c’è, e che bisogna darsi una mossa e rimediare.

Come? Ma ovvio, entrando a caso in negozi a caso per  comprare a caso regali a caso per persone a caso.

Da quel preciso momento, che è la svolta, il vero punto di non ritorno, sarà tutta un’improvvisazione, una falsa programmazione all’ultimo secondo e una corsa sfiatata al regalo più economico o più originale.

Dal dono importante per l’amica del cuore che quest’anno ci ha aiutato a superare quel brutto momentaccio e a non suicidarci per la storia di merda finita male, al pensierino stupido per il parente che non vediamo mai e di cui non ce ne frega un emerito cazzo tanto che fatichiamo a ricordarci anche come si chiama.

In fondo è questo ciò che scatena lo stress sotto le feste: l’essere costretti a vedere [molto spesso] a sopportare persone che durante tutto l’arco dell’anno abbiamo la fortuna di non vedere e frequentare mai.

Persone che faremmo anche a meno di incontrare ma a cui dobbiamo dire almeno “buone feste”, persone insulse e magari deleterie ma che per ipocrisia e quieto vivere continuiamo ogni anno a omaggiare di un nostro piccolo presente, sperando che un giorno decidano una buona volta di trasferirsi in Papuasia così saremo sicuri di non vederli mai, mai, proprio mai più.

I livelli di stress in questo momento raggiungono picchi altissimi, picchi che si sfiorano solo in poche, selezionate occasioni [“tesoro, sono incinta” o “c’è la Champions e la tv è morta” o “è arrivata la bolletta del gas ma ho appena versato la caparra per il cenone di Capodanno e il conto è in rosso” alcuni esempi]. Il rischio di procurare danni a se stessi e agli altri nel periodo natalizio è troppo elevato per essere sottovalutato, l’incidenza aumenta esponenzialmente e si può arrivare a gesti estremi di autolesionismo [tagliuzzarsi con le pagine dei libri di Volo e Bisotti che vi hanno rifilato i cugini; grattarsi via la faccia alla scoperta di cosa vi ha regalato la zia, lo stesso portafoglio riciclato che le avevate regalato voi lo scorso anno] o di aggressione a terzi.

Cosa che turberebbe l’armonia che le feste di Natale, per tradizione dedicate all’introspezione, al silenzio e al valore della famiglia [seeeeeh], portano con sé.

Che cosa si può fare per eliminare questo rischio e riportarlo a livelli accettabili?

Ci sono pochi, brevi suggerimenti da seguire, e si possono provare uno per uno, per vedere quale si adatta meglio alla nostra personalità.

  • non fare assolutamente nulla: l’immobilismo rende liberi; quando si ozia non c’è tempo per fare altro, quindi nemmeno i regali, quindi è necessario demandare i compiti, delegare, deputare altri al posto nostro, adducendo anche le scuse più improbabili [“ho iniziato a leggere l’ultimo libro di De Carlo e mi sono addormentato, poi mi sono risvegliato che era Santo Stefano e niente, adesso siamo qui” o “mi sono fatto la maratona di cinepanettoni per battere il record ed entrare nel Guinness, anche se non ce l’ho fatta l’importante è partecipare” etc.]
  • al contrario, lavorare come dei pazzi: il lavoro è una scusa buona per ogni occasione; lavorare perché “le spese aumentano e devo fare gli straordinari” e riempirsi di ulteriori impegni lavorativi perché “poi come le pago le tasse, che non ho la quattordicesima?” è un ottimo deterrente per chi chiederà di essere accompagnato a fare shopping prenatalizio [non potrà giocare nemmeno la carta del senso di colpa, perché magari lo stiamo facendo proprio per lui/lei], o una scusa plausibile per non fare regali in assoluto, perché se non ci sono né tempo né soldi, mi spiegate come si fa a fare regali?
  • ritrovare o costruirsi un’anima zen: senza la pace interiore non può esserci pace al di fuori; meditare, ritagliarsi momenti di solitudine, fare yoga, infilarsi nelle orecchie gli auricolari per ascoltare musica rilassante con suoni di acqua che scorre, uccellini che cantano, pioggia che cade, serenità che regna incontrastata nella foresta immaginaria in cui ci caliamo per lasciar scorrere tutto quello che attorno a noi deve scorrere, rimanendo inconsapevoli e indisturbati e intatti fino alla fine delle feste
  • al contrario, iscriversi a un corso di boxe thailandese in palestra; menare, menare tutti, sfogare la rabbia e la frustrazione dettate dallo stucchevole spirito natalizio imperante sull’istruttore prendendolo a pugni in faccia, a calci rotanti sulla schiena e a ginocchiate nello sterno non può fare che bene, se non altro per evitare di farlo sui parenti quando si presenteranno alla porta coi loro sorrisi di plastica e le loro frasi preconfezionate che sentiamo ogni anno, sempre le stesse, sempre tutte uguali
  • arrendersi allo spirito natalizio: non c’è niente, niente come la rassegnazione per farsela passare senza troppe gastriti fulminanti; accettare il momento contingente, capitolare senza fare drammi, e decidere di indossare la maschera di Babbo Natale, mettere il cerchietto di renne sulla testa, regalare dolcetti, impazzire per i bigliettini glitterati, cercare gli elfi a ogni angolo, scrivere la letterina coi desideri, fare l’albero, accendere le lucette ovunque e infine, mettersi di buona lena a stilare con pazienza la stramaledetta lista coi regali per tutti, zii nonni parenti amici conoscenti e via dicendo, e godersi il momento in cui ce li si scambierà

Quasi sempre, i drammi  ce li creiamo da soli.

Quindi questo Natale facciamoci un regalo: viviamo nel presente e se proprio il presente non ci piace, lasciamolo passare con un sorriso, tanto anche lui domani se ne sarà andato.

Enjoy!