Gli irriducibili dell’amore (che nemmeno un panzer)

C’è un detto che recita “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”. Lo conoscerete di sicuro, e anche se non mi piace aprire le mie riflessioni con proverbi e luoghi comuni, direi che questo calzi a pennello. Perché è vero: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, soprattutto in questioni legate a emozioni e sentimenti. E quindi perché non aggiornarlo e trasformarlo in “non c’è peggior innamorato di quello non corrisposto, perché non ci sente e continua, batte la testa, procede nonostante prove su prove che dall’altra parte non c’è niente”? Ma proprio niente, eh? Eppure anche il niente pare essere abbastanza per questa tipologia, che come le scimmiette non sente, non vede, e parla un po’ a casaccio. Di solito attaccando la pezza a chi non c’entra nulla.

“Oggi l’ho vista, non mi ha cagato, secondo te cosa vuol dire?”
“Non riesco a capire che cosa prova per me, eppure io gli ho detto che lo amo, ma è sparito, c’è rimedio a questo stallo?”
“Le scrivo ma non mi risponde, possibile che sia arrabbiata con me?”
“Gli ho chiesto di fare una vacanza, ma dice che piuttosto resta a casa, secondo te può avere un’altra?”
“Tutte le volte che la vedo faccio una fatica a leggere i suoi comportamenti, è molto chiusa, magari se insisto un po’…”

 

Gli irriducibili sono così: un po’ li compatiamo, un po’ li mal sopportiamo, soprattutto quando se la aggiustano e si fanno tutti i film mentali che servono per non mollare ancora una volta, tirare dritto, illudersi che un giorno, sì, un giorno, forse non troppo lontano, la persona di cui si sono invaghiti finalmente si accorgerà di loro, scoprirà il loro valore e si innamorerà perdutamente, commossa e rapita da tanta dedizione. È qualcosa che succede spesso al cinema, vero, ma come dico sempre, la vita reale è un’altra cosa. E quindi ci ritroviamo ad ascoltare le prodezze di costoro, e i loro racconti mielosi e appassionati su quello che fanno e si inventano per colpire l’immaginazione e il cuore dell’amato bene, che intanto, esce, si diverte, vive tranquillo senza di loro, e magari va in ferie con qualcun altro.

Inutile far notare il gap tra intenzione e fatti. Non c’è modo di convincerli: anche davanti all’evidenza, troveranno sempre un modo per far tornare i conti. Si scapicollano per corteggiare, farsi notare, donare tempo, favori e attenzioni, e non si capacitano del fatto che dall’altra parte ci sia una persona che definiscono “illeggibile, intraducibile, una sfinge”: in realtà, quello che hanno davanti è semplicemente un povero cristo (o una poveraccia) che si sta facendo la propria vita e che non li calcola di pezza. Non gli passa nemmeno per l’anticamera del cervello, di considerarli come possibili partner. E può pure essere gentile, amichevole, scherzoso, ma non vuol dire nulla: scambiare un atteggiamento sorridente e confidenziale per un prodromo di un prossimo innamoramento è qualcosa di assurdo che solo un irriducibile può pensare, non certo un sano di mente. E si sa, l’innamoramento è anche un po’ follia.

Ci sono segnali chiarissimi in realtà che spiegano la verità: un messaggio senza risposta, una chiamata evitata, un invito declinato, la mancanza di contatto fisico, la distanza emozionale, che presi da soli magari possono davvero non dire nulla, ma che tutti insieme tolgono ogni ambiguità alla tipologia del rapporto. In condizioni normali, la ricerca di un abbraccio, di un bacio, l’apertura e la continuità nel dialogo possono essere una spia che qualcosa, sotto sotto, c’è. Ma se nulla di tutto questo è presente, è inutile cercare di interpretare: l’unica chiave di lettura può essere l’illusione di vedere qualcosa che non esiste se non nella speranza di chi attende. E l’attesa, si sa, è un’inutile stronza.

Perché se c’è una cosa da ricordare sempre, è che non esistono uomini troppo timidi o donne davvero ritrose: le barriere saltano, prima o poi, e se non saltano è perché non c’è interesse, non c’è feeling, non c’è storia. Quindi, ricapitolando, se anche portate agli irriducibili esempi concreti che no, non accadrà, possono lasciar perdere come e quando vogliono perché tanto non succederà quel che pregano che succeda, perderete tempo. L’unica cosa che potrete fare è “sì” con la testa e starli ad ascoltare mentre vi ammorbano con le loro teorie bislacche e i loro dubbi e le loro incertezze e le loro domande sul perché lei o lui si sono comportati proprio in quel modo, e non in un altro, e che cosa mai avranno voluto dire. Niente. Non hanno voluto dire niente. Ma tanto non diteglielo: gli irriducibili non lo capiranno. Non c’è peggior sordo [o innamorato] di chi non vuol sentire.

Enjoy!

Eliselle