I 5 modi per sopravvivere ai tuoi astrologi di fiducia

astrologia-stellaSi avvicina la fine dell’anno e con lei si presenta alla porta anche il terribile momento dei bilanci.

Il momento in cui si sta per concludere un ciclo e dodici mesi se ne vanno, lasciandoci a riflettere su quello che è andato e quello che proprio no, ha fatto schifo, quello che avremmo voluto accadesse e quello che no, non è proprio accaduto, quello che si è presentato e quello che è sparito così, magari senza una spiegazione logica, mollandoci da soli e con un palmo di naso a maledire il destino e a porre all’Universo l’unica domanda ragionevole che può frullarci per la testa, ovvero: perché?!

È questo il momento peggiore, quello in cui tutti siamo più fragili, in preda alle paturnie per quello che non siamo riusciti a realizzare come volevamo [nell’anno quasi concluso] e alle aspettative per quello che forse accadrà [nell’anno che sta per iniziare].

È questo il momento più delicato per la nostra psiche, perché ad alimentare le nostre paranoie e frustrazioni ci si mettono come sempre LORO, i nostri astrologi di fiducia, che riempiono pagine e pagine d’inchiostro per scrivere quel che succederà segno per segno, dopo aver calcolato e valutato minuziosamente i transiti, le opposizioni, le quadrature e i sestili che si succederanno nel cielo del nuovo anno, e non contenti di creare terrorismo psicologico attraverso libri e giornali riempiono pure i palinsesti tv, ospiti delle trasmissioni più in voga, dove svelano i momenti salienti di quello che ci aspetterà mentre noi ci crogioliamo nel dubbio e nel limbo della vita.

All’apparenza non ci sono strumenti per difenderci da questo bombardamento astrologico, che a dicembre si fa più asfissiante e procede a tappeto fregandosene dei nostri precari equilibri: non c’è modo di nascondersi perché a ogni angolo, in ogni sito web, su ogni applicazione del cellulare, in qualunque libreria e in ogni programma televisivo appaiono i faccioni sorridenti dei nostri astrologi che ci rifilano le storie astrali e ci dicono “non vi preoccupate, sarà un fantastico anno nuovo, anche se Marte sarà in opposizione e Saturno vi farà lo sgambetto e Giove non ve se incula de pezza vedrete, vedrete che bello che sarà!” e noi non capiamo niente di quello che ci raccontano fino a quando poi non ci capita.

Perché fateci caso: le cose brutte succedono sempre, le cose belle non succedono mai. Deve esserci una regola di Murphy applicata all’astrologia, da qualche parte, e se non l’hanno ancora fatto, io verificherei.

Quindi, davvero non c’è modo di ripararsi ed evitare di stressare le meningi almeno per quello che dovrebbe essere un vaffanculo al vecchio che se ne va e un saluto al nuovo che arriva? Non c’è proprio possibilità di eliminare dalla nostra mente gli effetti nefasti a breve e a lungo termine delle previsioni astrologiche sul futuro prossimo?

Io dico che un modo c’è.
Anzi, ve ne trovo cinque, e poi non ditemi che non sono buona.

  • pensando a Pesatori e alla sua positività alle volte stucchevole, mi viene da dire, da piccola adepta del Pensiero Negativo: azzerate le aspettative e partite da quello che avete per costruire, e se non avete niente non state a crucciarvi, partite dal nulla, che è tutto nuovo; in fondo nessuno ha davvero ciò che vuole e se ce l’ha, dovrebbe cominciare a farsi delle domande, serie, mirate, e iniziare a darsi delle risposte [no, raccontarsela non vale
  • pensando a Capitani, che è un po’ fissato col sudombelico,mi viene da dire: se avete qualcuno che vi piace e che vi ricambia, magari dedicatevi di più all’attività fisica sotto le lenzuola, senza stare a pensare troppo ai transiti alle opposizioni, ché tanto quando si tromba le endorfine fanno bene a prescindere, quindi si rimedia al problema-paranoia in un attimo
  • pensando a Branko e alla sua dentiera sfavillante, mi viene da dire: sorridete, male che vada, come disse una volta un tizio, qualcuno si innamorerà del vostro sorriso e potrete dire a Venere che può con dolcezza baciarvi le chiappe, e che se proprio non vuole arridervi, l’amore ve lo trovate anche da soli
  • pensando a  Paolo Fox e alle sue verifiche, mi viene da dire: verificare è inutile, si perde tempo ed energia su qualcosa che è già fatta, finita, passata e conclusa, e allora che motivo c’è di crucciarsi ancora? si va avanti con quello che rimane, e tutto il resto che vada a cagare
  • pensando a Rob Brezsny e ai suoi pipponi filosofici incomprensibili, mi viene da dire: ma davvero bisogna complicarsi così tanto la vita per farsela passare? non è meglio agire al contrario, semplificando, semplificando, fino a che non rimane l’indispensabile che ci permette di procedere leggeri, senza zavorre e senza troppi pensieri extra, che mi pare ne abbiamo già abbastanza così?

Non so, nel dubbio, io proverei.
Poi non dite che sono cattiva.

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Enjoy!