Il modo per scoprire se il tuo partner è un serpente a sonagli

amore-viziatoQuando si parla di rapporti di coppia, o più in generale di rapporti umani, mi viene da dire che se dovessi proprio generalizzare e cercare una causa ai disastri dilaganti di questi ultimi anni non la cercherei nelle differenze e tra uomo e donna e nelle peculiarità che hanno i due sessi nel vivere l’amore, i sentimenti, le relazioni, ma cercherei una causa molto più profonda e forse molto più democratica.

Se dovessi cercare un motivo di fondo alle menate da fuori di testa e ai problemi inutili, alle vite d’inferno e alle separazioni che alcune coppie si trovano a vivere e ad affrontare al giorno d’oggi, ecco, mi viene in mente una cosa soltanto: secondo me la differenza non la fa se sei uomo o donna, la differenza vera la fa se sei viziato o no.

Ci sono donne che si fanno in quattro per far conciliare lavoro, eventuali figli e vita privata, cercano di non essere troppo rompicoglioni e di rispettare il compagno che condivide la vita con loro, e in cambio ricevono un calcio in culo perché il loro pasticcio al forno non è proprio uguale a quello di mamma.

Vergogna, non sai cucinare, vado da mamma che è più brava e continua a viziarmi come quando avevo dodici anni.

Ci sono uomini che tornano a casa dal lavoro 24/7 disfatti per mantenere compagna, figlio e donna di servizio, e si ritrovano a cucinare, occuparsi del bimbo e fare la lavatrice mentre dietro la consorte con aria da vittima ripete loro “mi fai fare una vita di merda, mi lasci sempre sola, tu non mi ami”, così si beccano la separazione con addebito perché sono troppo occupati a farle fare una vita comoda.

Vergogna, pensi che io sia la tua schiava, che debba stare sempre chiusa in casa, sei brutto e cattivo.

La verità è che alle volte si ha la sfiga di incrociare persone che sulle prime sembrano brillanti e generose, che danno una bella immagine di sé e sembrano sempre pronte ad aiutare e a risolvere i problemi degli altri, con cui ti sembra addirittura bello ed eccitante pensare di trascorrerci la vita e il tempo che ti restano a disposizione, salvo poi accorgersi di essere finiti tra le grinfie di piccoli tiranni e di infimi viziatelli che non fanno altro che frignare e lamentarsi con te dalla mattina alla sera per i motivi più futili, rigorosamente dopo averti incastrato in qualche modo [matrimonio o figlio, per cominciare].

Non tengo conto di chi continua a tenersi accanto gentaglia di tal risma pur non avendovi vincoli reali, perché alla fine tra le varie categorie che popolano l’universo ci sono anche i coglioni e i masochisti, e per loro non si può fare niente, tantomeno dispensare consigli, perché in fondo anche se non lo ammetteranno mai si trovano benissimo nella situazione in cui hanno scelto di stare.

Dicevo, quando si ha la sfortuna di beccare un viziato o una viziata, la parte più difficile è riconoscerli e inscriverli nella giusta tipologia.

Per scaricarli infatti non ci vuole tanto, sempre che siate disposti a sopportare per qualche mese pianti e insulti, manipolazioni pietose, minacce di suicidio [che non vengono mai messe in pratica, purtroppo] e reiterati tentativi di muovere a pietà per cercare di convincervi a tornare sui vostri passi.

Una volta che ci si lascia alle spalle una storia con un viziato o una viziata, il momento dell’addio in realtà è una passeggiata a confronto a quello che si deve sopportare mentre ci si sta assieme, quindi coraggio, mollarli non è niente.

La parte più difficile è appunto il riconoscimento dei viziati, che per loro natura intrinseca sono sempre piuttosto affascinanti e seduttivi [caratteristiche con cui all’inizio sopperiscono alle proprie numerose deficienze], e qui gioca molto il livello di attenzione e di capacità di cogliere i dettagli mentre si osserva colui o colei che ci troviamo davanti.

Meglio scegliere situazioni in cui l’ego è sollecitato o messo alla prova, perché è proprio questo che può dare la vera misura umana del viziato e della viziata. E mi raccomando di non confondere l’ego con l’autostima, perché sono due cose completamente diverse: mentre l’autostima è sana e non è assolutamente invasiva né fastidiosa (anzi, spesso è ironica e divertente), l’ego è arrogante e terribilmente noioso, e già lì ci si può fare un’idea della cifra e del valore di chi ci sta davanti.

Situazioni in cui l’ego è sollecitato ce ne sono tantissime.

Durante la fase del corteggiamento, ad esempio, il viziato o la viziata tendono a farsi cercare tantissimo, a fare i “preziosi” all’inverosimile, a “giocare” con l’insicurezza altrui e a testare continuamente l’interesse dell’altra persona per vedere quanta presa hanno su di lei. Ci sta farsi corteggiare per capire se l’interesse altrui è reale, ma l’atteggiamento del viziato/a rivela invece un diverso obiettivo: quello di capire in quale misura l’altro sia manipolabile, per avere un vantaggio su di lui prima, durante e dopo la fase iniziale della scoperta. Qui le scuse e le invenzioni arrivano inaspettate [qualcuno direbbe persino “irragionevoli”], per calcolare al millimetro fino a dove potersi spingere, e laddove non basta il gioco, arrivano a puntino le storie strappalacrime di vite difficili e relazioni finite male dove puntualmente l’ex era un mostro insensibile e la ex un’emerita stronza.

Un’altra situazione interessante è il ristorante o l’albergo, non necessariamente alla prima uscita o durante la prima volta: spesso l’ego si mostra meglio in situazioni successive o consolidate, in cui il viziato o la viziata si sentono già a loro agio con l’altro e iniziano a spingersi con attenta discrezione un po’ più oltre. Ricordate, lo faranno sempre di più a ogni nuova occasione, fino a quando non avrete più spazio di manovra. Al ristorante o in albergo, in generale un momento in cui vengono “serviti” da camerieri, facchini o receptionist, è bene osservare l’atteggiamento con cui si pongono nei confronti di chi “li serve”, perché si sa che in posizione di “superiorità” i viziati tendono ad allargarsi: la lamentela perché il letto è troppo duro e vanno sostituite le reti, o perché c’è una macchiolina invisibile sulla tovaglia e bisogna cambiare tavolo, o perché il servizio è troppo lento o la donna delle pulizie troppo veloce, in pratica non va mai bene un cazzo e la giustificazione è che “se io pago voglio un servizio adeguato perché i miei soldi sono veri”, cosa giusta fino a quando non sconfina nel pretestuoso o nel ridicolo.

Quando invece si abbandonano i tête-à-tête e ci si trova in serate di compagnia e di cene collettive, dove il confronto avviene “allo stesso livello” con altre persone che non sono lì per servirli ma per passarci una serata insieme, è affascinante scoprire come spesso il viziato o la viziata, sempre a causa del loro grande, grandissimo, enorme ego, si infastidiscano subito se qualcuno offusca la loro presenza con storie più divertenti o interessanti delle loro, a cui reagiscono sbadigliando o adducendo stanchezza [perché, raccontano, per tutta la giornata o la settimana o il mese trascorso hanno dovuto affrontare difficoltà insormontabili come la chiusura per ferie del salone dell’estetista o l’incompetenza dell’avvocato/schiavo a cui affidano la cura dei propri affari].

Se nei momenti iniziali è faticoso identificare un viziato o una viziata perché si è offuscati dal fascino che emanano, nei momenti immediatamente successivi è difficile riconoscere la loro natura perché ci si lascia fregare dall’affetto che nel frattempo, se non si è proprio dei robot immuni ai sentimenti e alle relazioni umane, tende a giustificare i loro atteggiamenti, ma non c’è nulla di più sbagliato che essere indulgenti e lasciarsi intenerire dalle loro scuse.

Dovete ricordare però che vi trovate davanti a degli egocentrici manipolatori, che finiranno per comportarsi come Joffrey Baratheon se vi va bene [e se non sapete chi è Joffrey Baratheon, la vergogna ricada su di voi e sulle vostre generazioni se non rimedierete alla tremenda lacuna] e vi getteranno nella depressione più nera perché, alla lunga, vi rinfacceranno qualunque cosa possa contribuire a umiliarvi e schiacciarvi con sensi di colpa insensati. Sempre che questo, ovvio, non vi piaccia, o che siate a vostra volta schiavi del vostro ego e non vogliate ammettere che avete preso un enorme abbaglio, o un fottutissimo granchio.

Quindi, se le proponete un picnic in riva al fiume e lei non è felice perché “si aspettava di festeggiare il vostro primo mese insieme con qualcosa di speciale”, se gli proponete una cenetta a casa vostra e lui ha da ridire perché “credeva di contare un po’ di più nella vostra vita” non traducete il messaggio in parole d’amore, né sentitevi in colpa perché non date abbastanza.

Semplificate il messaggio e traducetelo piuttosto come “voglio un regalo costosissimo perché sono la regina dell’universo e tu sei il mio servo” e come “non me ne frega un cazzo della tua carbonara, voglio solo mostrare in giro la merce” e sarete più vicini alla realtà. Non dimenticate che a loro non interessa frequentare voi nello specifico perché siete voi, ma solo dimostrare al mondo che possono avere chiunque [voi compresi] in qualunque momento decidano di averlo, per poi passare al giochetto successivo una volta che si sono stancati.

Quindi, mollate la viziata e il viziato alla guazza e cercate gente che sa fare altro che lamentarsi del brodo grasso e inventarsi problemi inesistenti. Ne guadagnerete in salute.

Enjoy!
Eliselle