Il ritorno degli zombie, come evitare l’apocalisse

one_waySarà capitato anche a voi, prima o poi capita a tutti. Arriva il momento in cui spariscono. Non scrivono più, non rispondono più ai messaggi, e la cosa che vi fa imbestialire più di tutte è che visualizzano il vostro messaggio in cui chiedete se va tutto bene ma fanno finta di nulla, come se non lo avessero letto. E non vi calcolano più, come se voi non foste mai esistiti.

Se il post su come sopravvivere ai silenzi di Whatsapp o i ben due interventi sul blog di Sua Eminenza Pellizzari qui e qui non vi sono stati utili, vi consiglio un ripassino delle regole di base per capire come funziona. Non sforzatevi, non incazzatevi, siate zen e lasciate andare. Piuttosto che perdere energie preziose lanciando strali o maledicendo la malasorte [o l’irresponsabile di turno] concentratevi sullo step successivo. Ovvero: sulla risposta giusta da dare quando tornerà.
Non posso fare statistiche precise, ma spesso gli irresponsabili [inteso come “uomini/donne incapaci di prendersi le proprie responsabilità parlando chiaro e dicendo le cose come stanno anche in modo crudo e diretto, col rischio di farsi odiare, tuttavia apprezzabili per la loro sincerità” – si sa, a tutti piace piacere, e questa cosa della verità non è tanto amata, si rischia di passare per stronzi, quindi meglio evitare e passare per conigli – che è pure peggio], dicevo, gli irresponsabili hanno la strana tendenza a tornare.

Sarà che la lontananza sai è come il vento.
Sarà che nostalgia, nostalgia canaglia.
Sarà che la malinconoia a volte spacca.
Sarà che il periodo di magra in cui non si batte chiodo è stancante.

Ma alle volte, in una sera qualunque di una settimana qualunque di un mese qualunque, mentre vi state scofanando un pacchetto di patatine guardando la vostra serie tv preferita o state leggendo un libro o cercando l’ultimo ritrovato degli anti-age rimbalzando da un sito all’altro del web e fate lo slalom tra pubblicità ingannevoli e siti di gattini, dicevo, alle volte può capitare che si illumini il display del vostro cellulare e si senta un tintinnìo che vi avvisa dell’arrivo di un messaggio.
Alle volte, capita.
Capita che quando andate a vedere con curiosità chi vi scrive in quella sera qualunque, scoprite che quel messaggio appartiene a lui, o a lei, proprio quello che era sempre impegnato col lavoro, proprio quella che aveva scelto di fare vita monacale, che non vi aveva più cagato senza trovare scuse troppo originali e senza impegnarsi un granché nell’inventarsene di plausibili e che come se nulla fosse si rifà vivo.
E voi, in quel momento, dovete essere pronti.
Preparati, coi riflessi di Chuck Norris e la velocità di Bruce Lee.
Forgiati come la lama d’acciaio del Signore dei Nazgûl.
Implacabili come un’acconciatura di Franca Leosini.
Disposti a utilizzare tutte le risorse mentali a vostra disposizione, che devono essere potenti e infinite come il culo di Kim Kardashian.

Io ve lo dico: la grande regola è che prima o poi, qualunque sia la ragione, ESSI ritornano. Sono come tanti zombie e servono i mezzi per combatterli ed evitare che riprendano ad ammorbare la vostra vita. Essi vivono e si ripresentano come la peperonata nel momento in cui siete meno preparati a ricevere loro notizie, proprio perché siete andati avanti e di loro non ve ne potrebbe fregare di meno. Si ripresentano alle volte nei momenti più inopportuni [ho fatto esempi in cui date l’idea di trovarvi in situazioni al limite della disperazione, ma il messaggio potrebbe raggiungervi mentre siete a cena con una nuova fiamma – situazione sconsigliabile – o a ballare e a bere vino con gli amici – situazione ideale, soprattutto per le risate che potreste farvi insieme una volta che avrete svelato loro chi è che vi sta rompendo i coglioni] ed è giusto che voi vi prepariate ad accoglierli come meritano. Perché lo sapete e lo avete imparato dalle loro sparizioni senza risposta ai vostri messaggi: in verità, ognuno merita una risposta, è più onesto, più giusto, più coerente.

Ecco dunque alcune idee per rispondere ai messaggi che ESSI potrebbero inviarvi: tutte rigorosamente entro le tre parole, per risparmiare tempo ed energie preziose. Soprattutto, per evitare di cedere ai sentimentalismi con cui alcuni di voi dovranno fare i conti e combattere fino all’ultimo secondo, perché si sa, la nostalgia è contagiosa e basta pensare per un attimo a “ciò che avrebbe potuto essere e che non è stato” per sperare di nuovo in “qualcosa che non sarà perché se avesse dovuto essere non sarebbe già stata rovinata dal comportamento di un fottuto coglione”. Perché se sono spariti una volta lo rifaranno ancora. Stiamo parlando di realtà, non di fantascienza. Allenatevi a tenere i piedi per terra.

Quindi. Imparate queste due regolette, fatene buon uso e spargete il verbo, perché anche altri possano prepararsi all’apocalisse zombie. Se vi vengono risposte più intelligenti, acute, zen, vi prego di condividerle perché questo è molto importante: è un sapere sottovalutato che nell’epoca di sms, social, chat e whatsapp vari va coltivato e ampliato il più possibile, in modo tale che tutti possano usufruirne e godere degli effetti benefici della capacità di rispondere ai messaggi dal Passato senza risentirne nel Presente e senza rovinarsi il Prossimo Futuro. Perché nulla rimanga intentato e le nostre fatiche non siano vane.

Il vittimista:
“Sono mortificato, non mi sono fatto più sentire ma non hai idea di quante me ne sono capitate, un delirio guarda, ti va un caffè per recuperare e parlare un po’?”
“Chi sei?”

Il sognatore:
“Sai che ti ho sognata? Era un sogno vivido, incredibile, mi piacerebbe raccontartelo, ci vediamo?”
“Cambia spacciatore.”

Il misterioso:
“Ciao bella, so che sono sparito, ma non odiarmi, l’ho fatto per il nostro bene, soprattutto per il tuo. Passo da te una di queste sere?”
“Anche no.”

Il romantico:
“Oggi ho acceso la radio ed è passata una canzone che mi ha ricordato proprio te. Ci beviamo qualcosa assieme?”
“Proprio no.”

L’egocentrico:
“Ti sembrerà strano che io mi faccia risentire, ma qualcosa mi dice che ti piacerebbe rivedermi.”
“Al cimitero.”

L’imperturbabile:
“Come butta? Ci vediamo stasera?”
“Dopo due anni?”

Il sentimentale:
“Ciao, come stai? Pensavo a te in questi giorni.”
“Io no.”

Se volete qualche altro suggerimento, vi consiglio caldamente di scaricare il manuale per Non rispondere al telefono. Vi sarà di certo utile per raggiungere il Nirvana e la felicità. Per evitare soprattutto chi non ci ha più degnato di una risposta e torna alla carica per cercare attenzione. Basta non cedere al ricatto, la direzione, se si vuole, è ben segnalata.

Enjoy!

Eliselle