Lei vuole cambiarlo? Intanto, voi salvatevi!

111HC’è stato un momento, un piccolo, fottutissimo momento in cui anche io come tutte le donne ho commesso l’Errore. No, la E maiuscola non è un refuso. La E maiuscola è d’obbligo. Perché non mi sto riferendo a un semplice errore tra tanti. Io sto parlando dell’Errore per antonomasia, il più stupido, il più banale eppure il più macroscopico, l’errore inenarrabile di cui ci si vergogna una volta che si comprende di averlo commesso e di esserci cascate proprio come tutte le altre. Ebbene sì, anche io, come tutte le donne, una volta ho pensato: “Io lo cambierò.”

Questa frase nel cervello delle donne è riconducibile e spesso sottende un’altra frase a corollario: “Io lo salverò.” Cambiare e salvare sono due verbi che vanno di pari passo nel femminil-pensiero, quello che porta le donne alla follia più semplice e totalizzante. La follia che le porta a dimenticare se stesse e a mettere l’uomo del desiderio al centro del proprio mondo, come se tutta la loro vita ruotasse attorno a lui.

Quando una donna cade in questa trappola, le frasi che dice sono le stesse che hanno detto tante altre donne prima di lei, ma lei le utilizza e le ripete come se fosse la prima volta che le sente, per convincere un po’ se stessa e un po’ gli altri che no, il suo è un caso a parte, che no, non si sta buttando via, che no, lei è l’eccezione, che no, non sta facendo le stesse cazzate che ha fatto l’amica tre anni prima, quando magari era lei a dispensarle consigli e diceva “cara, non credi che sia ingiusto farsi trattare da zerbino?”. No, a lei non può accadere. E per crederci meglio, ripeterà all’infinito le solite cazzate.

“Tu non lo conosci come lo conosco io.”
“Lui sembra stronzo, ma in realtà è una persona fantastica.”
“Non è infedele, è anticonformista.”
“Se sapessi quant’è carino quando siamo io e lui da soli.”
“Non mi porta fuori a cena solo perché non vuole fare le cose che fanno tutti gli altri.”
“Quando gli scrivo non mi risponde, ma è solo il suo modo di essere originale.”

Queste, più o meno, intendiamo per solite cazzate. Anche se l’elenco potrebbe continuare.

Questo terribile evento che, come ripeto, almeno una volta nella vita accade a tutte [non vergognatevene, non c’è nulla di male, vi dico solo che ne basta una, sapete? una sola, e la lezione la imparate, se volete], questo evento, dicevo, porta con sé innumerevoli e incresciose conseguenze forse peggiori dell’evento stesso, perché la nostra, impegnata nella delicata operazione di conquista in cui si è giocoforza lanciata, non si rende minimamente conto di quello che sta facendo alla propria esistenza e alla propria vita sociale e relazionale al di fuori del suo obiettivo primario: lei vuole che lui le dica ti amo, tutto il resto non conta più. L’obiettivo primario le offusca talmente tanto la mente, che non si accorge che le rare volte che si fa vedere in compagnia, gli amici di una vita ammutoliscono attorno a lei, o se non proprio arrivano addirittura a schivare la sua presenza, perché altrimenti dovrebbero sopportare per tutto il tempo una tipa che una volta pareva sveglia e in gamba e ora sembra diventata una zombie lobotomizzata che spiega e rispiega mille volte le stesse cose [a volte dando versioni differenti a seconda dell’interlocutore e del momento], e cerca di persuadere pure loro di quanto la storia che sta vivendo [principalmente nella sua testa] sia meravigliosa. Guai a darle consigli, anche quando lei sembra richiederveli: in realtà non li vuole, vuole solo dei complici semi-muti che puntellino le sue storie allucinate e i suoi comportamenti irragionevoli. Soprattutto, guai a farle notare che spesso (o quasi sempre) lui non tiene propriamente dei comportamenti eleganti nei suoi confronti: non dovete permettervi, mai e poi mai, perché voi “non lo capite come lo capisce lei” e “non sapete cose che solo lei sa”, cose che ovviamente “fanno la differenza”. E rischiate di passare pure per dei rosiconi, quando in realtà siete solo preoccupati per lei.

Vi accorgerete che il processo delirante è inarrestabile quando nella stessa frase lei affermerà un pensiero e il suo esatto contrario, e questo con grande nonchalance, per convincersi che comunque va tutto bene, che è tutto sotto controllo, che è una sua scelta razionale e sensata dettata dall’amore e non dal bisogno, dal sentimento e non dall’attaccamento morboso, che bianco e nero possono coesistere e che è proprio serena, proprio felice [mentre a voi continua a sembrare un automa]. L’incredibile particolarità è che nella stessa frase i concetti opposti non sono uniti da una congiunzione avversativa (ma, tuttavia, però, etc.), ma si susseguono l’uno dopo l’altro con un’illogicità che farebbe diventare bipolare persino Cicerone.

“È distaccato con me e questa cosa è bella perché mi aiuta nel prenderla con calma, perché poi che palle gli uomini che sembra che ti facciano un favore a farsi vedere, vero?”
“Sono felice di averlo incontrato, se non ci fosse lui starei meglio, devo chiudere con lui, voglio vederlo nel week end.”

È inutile che glielo facciate notare. Forse dovreste registrarla e farle riascoltare le sue stesse parole, ma arriverà a negare di averle dette o aggiusterà il tiro o ancora vi dirà che non voleva dire proprio quella cosa, ma un’altra, e che comunque avete capito male voi. Tempo perso, quindi. In ogni caso state tranquilli: se il periodo dei pensieri ossessivi e ripetitivi è prolungato nel tempo, vi ritroverete a non avere più nemmeno uno sprazzo di dialogo, anche perché nel momento stesso in cui cercherete di fare un intervento per spezzare il suo monologo o di lanciare un argomento a piacere, la vostra amica psycho riuscirà a spostarlo incredibilmente sull’oggetto del suo amore.

“Domani comunque pare sia bel tempo, potremmo fare un pic nic tutti insieme.”
“Ah mi piacerebbe, ma devo vedermi con lui perché sai, non mi ha detto niente, però credo abbia bisogno di me perché è un po’ giù sai, adesso ti racconto...”

“Dicono che a fine mese arriverà la stangata delle tasse.”
“Ah ma dai, pensa che proprio a fine mese mi piacerebbe invitarlo a cena, è da sei mesi che ci conosciamo, sarebbe carino fargli capire quanto ci tengo, certo lui ha già programmato un viaggio a Cuba ma magari riesco a fargli cambiare idea…”

“Mi hanno consegnato gli esami del sangue, e mi hanno detto che devo affrontare delle cure un po’ pesanti.”
“Oh, che storia, pensa che invece lui sta benissimo, va sempre fuori tutte le sere coi suoi amici, certo che se ogni tanto invitasse anche me sarebbe carino ma sai, è giusto che abbia i suoi spazi...”

“La NASA ha dato la notizia dell’arrivo di un meteorite, tra un mese saremo tutti morti come i dinosauri.”
“Ma dai! Allora riesco a fargli quella sorpresa che avevo in programma da un po’, chissà se gli farà piacere?!”

E via dicendo.
Potrete dirle che avete vinto la lotteria o che state morendo, che la Terra è piatta, che gli UFO sono sbarcati nel cortile di casa vostra, o che Obama e il papa vi hanno telefonato nello stesso giorno per invitarvi alla Casa Bianca e in Vaticano, ma a lei non fregherà un cazzo. Lei bypasserà ogni cosa. Perché in testa ha lui, il suo sole, la sua ormai unica ragione di vita, e poco importa se prima era una persona autonoma e indipendente, che pensava e ragionava con qualcosa che sembrava un cervello: ora è completamente risucchiata nel gorgo dell’amore drammatico a senso unico e l’unica cosa che le importa è lui. E di solito lui è pure un caso umano, altrimenti come farebbe lei a sentirsi importante? A sentirsi parte della sua vita, in quanto tale, come missionaria volontaria? Che storie potrebbe raccontare, se non quelle in cui lei, crocerossina dedicata, si impegna fino all’ultimo per poterlo salvare da se stesso?

Appuntatevi quello che vi ho detto perché se non vi è già capitato, vi capiterà. Perché se siete state, come me, dall’altra parte della barricata e avete pronunciato la malefica combo “io lo cambierò, io lo salverò”, allora saprete riconoscere i sintomi nelle donne attorno a voi e quando accadrà, dovrete essere pronte ad affrontarle. Questa volta in prima linea. Munitevi di kalashnikov.

Enjoy!

Eliselle