Perché l’uomo scappa se la donna usa il cervello!

Il motivo che spinge l’uomo a fuggire dalla donna colta!

passaporto-uomo-donnaSituazione UNO: una festa, un uomo piacente [ma anche no, non importa], tanti ospiti, una bella atmosfera; l’uomo entra nella stanza, saluta il padrone di casa, si presenta agli invitati, la gente fa domande, lui racconta quello che fa, la gente ascolta incuriosita, si passa la notizia, qualcuno dice sottovoce [ma anche no, non importa] “è uno scrittore”, e in un attimo ecco che tutte le femmine che si facevano i fatti loro e ancora non l’avevano cagato si precipitano [dopo aver controllato un nanosecondo se il trucco è a posto] e si accalcano per potergli sorridere, stringere la mano, introdursi, chiacchierare del più e del meno, cercare di incuriosirlo, sperare di trascinarlo in una conversazione privata e lì, nel momento in cui nessuno guarda, ammirare il suo interessante cervello e tentare di assorbire per via sublinguale la sua immensa cultura [e magari, rifilargli il loro numero di telefono con un paio di mutandine in allegato].

Gli sviluppi: vari ed eventuali, dalla trombata fresca e rimediata in serata al parterre di gnocca disponibile a un ulteriore incontro e a un approfondimento della conoscenza perché si sa, lo scrittore è un uomo che scrive, e se scrive pensa, e se pensa è figo.

Situazione DUE: una festa, una donna piacente [qui il “ma anche no” non è contemplato], tanti ospiti, una bella atmosfera; la donna entra nella stanza, saluta il padrone di casa, si presenta agli invitati, le donne la squadrano da capo a piedi, gli uomini si avvicinano interessati, lei racconta quello che fa, la gente ascolta incuriosita, si passa la notizia, qualcuno dice sottovoce [ma anche no, non importa] “è una scrittrice”, e in un attimo ecco che attorno alla donna si fa il vuoto, manco fosse all’improvviso stata investita dall’intero carico di un camion di letame; gli uomini si trovano una nuova compagna meno impegnativa con cui parlare e approfondire i loro discorsi, mentre la nostra beve il suo drink tranquilla senza battere ciglio, abituata alla reazione degli astanti.

Gli sviluppi: l’unico uomo che non le ha ancora parlato, a fine serata arriverà per presentarsi e dirle “ah ma ho visto il tuo libro di là… ma allora è vero che scrivi”,con aria più stupita che ammirata, dopodiché fine delle trasmissioni, perché si sa, la scrittrice è una donna che scrive, e se scrive pensa, e se pensa è pericolosa. E porta grane. Tante grane. Per questo è bene rimanerle alla larga.

Non vi dico di non usare il cervello.

Non vi dico di non usare la creatività.

Non vi dico di fingere di essere ciò che non siete.

Non vi dico di recitare la parte delle oche.

Non vi dico di vergognarvi di quello che fate.

Tutt’altro.

Quel che dico è: aspettatevi questo genere trattamento, aspettatevelo e non preoccupatevene, perché se sapete che là fuori ci sono ancora parecchi problemi e diversi pregiudizi ad attendervi, avrete gli strumenti giusti per combatterli, evitarli o, meglio ancora, risolverli. Alla radice.

Enjoy!