Vademecum dell’amica di merda

amicaOgnuna di noi ha incrociato almeno una volta nella vita un’amica di merda, e se nel momento dell’incontro non aveva ancora abbastanza esperienza per individuare la sua essenza di amica di merda, è rimasta di certo vittima delle sue nefandezze.

Ma come si fa per prevenire e tutelare la propria persona da questo genere di zecca che con la scusa della propria vita di merda arriva a vomitare sugli altri le proprie frustrazioni rendendo prima o poi la loro vita un inferno?

Ci sono alcune caratteristiche che uniscono le diverse tipologie di amiche di merda, che comprendono: le semplici stronze, le bipolari, le problematiche, le psicotiche, le passivo-aggressive e le megalomani, che dalla loro possiedono una grandissima immaginazione e un’incredibile capacità di creare realtà alternative e assolutamente false a cui credono tantissimo e a cui, se non state attente, finirete per credere persino voi. Se siete davvero sfortunate, potete ritrovare tutte queste caratteristiche unite insieme nella stessa persona, e allora saranno un po’ cazzi amari. Vediamo perché.

L’amica di merda è quella che mette sempre gli altri davanti a se stessa.

Lei organizza pranzi, organizza cene, organizza serate al ristorante, si preoccupa di chiamare tutti senza escludere nessuno, si preoccupa se qualcuno non può partecipare, è solerte e attenta con gli amici ed è presente, è sempre pronta a tamponare o aggiustare qualcosa se qualcosa non va, il tutto con la massima leggerezza e senza creare problemi, soprattutto senza chiedere mai nulla in cambio.

Fin qui vi starete chiedendo: ma è perfetta, cosa c’è che non va?

Attenzione: questa che ho appena descritto, è un’amica.

La differenza con l’amica di merda consiste nel fatto che, in realtà, è presto detto, per la sua essenza l’amica di merda è tutta apparenza.
Ovvero: l’amica di merda sembra quella che mette sempre gli altri davanti a se stessa, e invece no.

Lei organizza pranzi e cene, ma si incazza se non partecipi.
Lei organizza serate al ristorante, ma si incazza se non puoi andare.
Lei chiama tutti senza escludere nessuno, ma spera e prega che qualcuno rimanga a casa per potergli sparlare dietro mentre non c’è.
Lei è presente solo quando non trova qualcosa di meglio da fare, nel qual caso è bravissima a inventare scuse e bugie per escludere tutti gli altri dal suo mondo. E guai a dubitare della sua buona fede, ti farà pentire di essere nata se solo osi contraddirla o farle notare che qualcosa, nel suo racconto, non torna.
Lei si preoccupa se qualcuno non può partecipare alle serate da lei organizzate, solo perché le manca un figurante per la sua corte.

L’amica di merda infatti vive per essere la protagonista al centro della propria vita e di quella degli altri,e non sopporta quando qualcuno obnubila o mette in discussione il suo ruolo fondamentale, ovvero quello dell’ape regina attorno alla quale devono per forza di cose volare tutte le api al suo comando e i fuchi che decide di ammettere al proprio cospetto.

E non appena farà qualcosa per te, se lo segna mentalmente in un piccolo taccuino che custodisce in un angolo buio [molto buio] del suo cervello, che è abbastanza ampio per le stronzate, molto attento a catalogare le proprie prodezze e altrettanto veloce a sminuire quelle altrui: nel senso che tu le sarai sempre debitrice, mentre lei, a te, non deve nulla se non delle stilettate nella schiena.

L’amica di merda è quella che ha sempre i problemi più grandi dei tuoi.
Il vittimismo è la sua seconda religione [la prima è se stessa, of course].
Vada come vada, lei è sempre la più sfigata, la più infelice, colei che ha subito più ingiustizie e più traumi di tutte le tragedie dell’umanità messe assieme e quindi nella sua testa è sempre giustificata e giustificabile agli occhi del mondo, che comunque non può e non deve permettersi di giudicarla. MAI.

E d’altra parte, tu non puoi permetterti di farle coraggio o di dirle che deve tirarsi su e cercare di reagire alle avversità naturali della vita, perché verrai investita da qualunque tipo di insulto, da quelli più velati a quelli più diretti e palesi.

A te hanno fregato il portafoglio?
Ecco, a lei hanno quasi rubato l’auto.
E se tu le fai notare che l’auto, almeno lei, ce l’ha ancora, deve solo aggiustare il finestrino mentre tu hai perso carte documenti e cento euro in contanti e adesso devi spendere un sacco di tempo e soldi nel rifare tutto da capo, sei senza cuore perché per lei quello è stato un trauma talmente grande che adesso ha paura a lasciarla in cortile e non dorme di notte e le è venuta la tachicardia. Poverina.

Tu ti sei rotta un dito?
Ecco, lei un giorno è quasi svenuta e a causa di questo si è quasi rotta la testa.
E se tu le fai notare che, almeno, alla fine lei non è svenuta e grazie a Dio non si è poi rotta niente, sei un’ingrata che pensa solo al proprio orticello senza riuscire a metterti nei suoi panni, proprio i suoi, quelli di lei, la tua unica vera amica che ti vuole taaaaaaanto bene.

L’amica di merda ha una grande padronanza della manipolazione affettiva.

Frasi del tipo tutte le volte che io ci sono stata per te, e tutte le volte che avevi bisogno, e tutte le volte che per te ho fatto, e non mi vuoi davvero bene se fai questo, e non sei una vera amica se fai quello, e se tu fossi una vera amica daresti ragione a me in una discussione tra lei e terzi, le utilizza abbastanza spesso con grande maestria, e ti sbatte sempre davanti la sua super/etica dell’amicizia dove le donne si spalleggiano a vicenda e si danno sempre una mano e non si sparlano mai dietro ma si dicono tutto apertamente, salvo che lei:

  • ti spalleggia quando ha bisogno di te per non rimanere sola
  • ti da una mano solamente per fare numero e segnarlo sul famoso taccuino mentale, così un giorno potrà rinfacciarti tutto ad arte quando le servirà
  • ti sparla dietro sempre per sminuirti e metterti in cattiva luce, inventandosi anche storie assolutamente false su di te quando vede che gli altri cercano te più di lei
  • ti dice apertamente le peggio cattiverie, quelle che solo le donne invidiose dicono alle altre donne, facendoti notare che “quella gonna è troppo corta, alla tua età!” e che il trucco è “troppo pesante, non sei più una ragazzina!” e “da te mi aspetterei più classe!” e altre osservazioni acide su questo genere che comunque ti fa “per il tuo bene”

L’amica di merda ci tiene a conoscerti.
L’amica di merda ci tiene a conoscerti BENE.
Questo non per reale interesse nei tuoi confronti.
No, quello a cui lei è interessata veramente sono i tuoi punti deboli, quelli che una volta capiti, sono la scacchiera su cui può giocare la sua partita a dama per vincere ogni tua remora legata alla fiducia e che una volta conquistata la tua amicizia può padroneggiare per manovrarti.

Ami i cuccioli?
Lei ti riempirà di cuccioli.
Ami le torte?
Lei ti riempirà di torte.
Ami i libri?
Lei ti riempirà di libri.

E via dicendo, in un crescendo di premure e attenzioni tutt’altro che disinteressate, che arriveranno a costarti quasi quanto un mutuo su una casa. Le servono infatti per far abbassare le tue difese, per conquistarti e per ottenere quello che più desidera, ovvero un posto speciale nel tuo cuore. In realtà sta cercando in ogni modo di possederti, ma tu, di questo, non devi rendertene conto. E quindi quando hai una lacrima, lei la spazza via con un caffè, quando hai un cruccio, lei lo spazza via con una chiacchierata, quando hai un problema, lei lo spazza via col suo fare amichevole, talmente amichevole da sembrare quasi una sorella.

Pur tuttavia rimane sempre un’amica di merda, e tranquilla: la sua missione non è renderti felice e cancellare le tue lacrime gratuitamente, ma di approfittarsi di un tuo momentaneo vuoto emotivo o di creare un bisogno in te che solo lei [nella sua testa e nei suoi progetti] può colmare. Il principio causa/effetto su cui lei conta è il seguente: “se lei piange o necessita della mia presenza, io sono importante, e assumerò sempre più importanza tanto più lei avrà bisogno di me”.

Quindi non è mai di te, che si parla, ma di lei.
Si parla sempre di lei e delle sue necessità, mai delle tue.
E comunque, il conto di servizio bar/telefono amico/consulenza ti verrà rifilato con gli interessi al tuo primo passo falso. A quello che lei considera a suo dire un passo falso, e che può essere qualunque cosa, dal saltare una ricorrenza a un’uscita improvvisata dove per forza di cose lei non ha potuto partecipare. Perché se tu fossi un’amica, mi penseresti, mi chiameresti, mi vorresti sempre accanto a te!

L’amica di merda è una seminatrice di zizzania e una cospiratrice nata e per questo vede cospirazioni ovunque. È terrorizzata dal sapere che gli amici si trovano senza di lei, e non solo perché si sente esclusa momentaneamente dalle chiacchiere e dalla compagnia, ma anche perché ha numerosi scheletri nell’armadio da nascondere che, volendo, sono facili da scoprire e individuare. È terrorizzata dal sapere che gli amici si parlano, senza di lei. È terrorizzata perché sa che gli amici, parlando tra loro, possono toccare discorsi in cui esce anche lei e confrontare le versioni che lei propina loro a distanza di tempo, in differenti momenti, e che non coincidono mai l’una con l’altra.

L’amica di merda è territoriale.
I suoi ex sono intoccabili.
I tuoi, invece, sono toccabilissimi.
E mentre tu i suoi ex [su cui lei nel frattempo ha riversato mari di liquame puzzolente per farli apparire dei mostri assetati di sesso incapaci di amare, così lei dice – poi scopri magari che amano i gattini e si sposano l’anno seguente, fiduciosi e innamorati, nonostante le angherie subite nel precedente rapporto] non li puoi nemmeno avvicinare né guardare col binocolo, lei coi tuoi ex ci può parlare, anzi ci parla, e magari ne diventa la confidente, e nonostante questo cerca di far sentire in colpa te per averle fatto notare la discrepanza tra predica e comportamento.

Il famoso “ma io lo faccio per il tuo bene” è sempre dietro l’angolo, pronto all’uso, anche in questo caso.
L’amica di merda è sempre opportuna.
Se capita qualcosa di bello, è stata lei a farlo capitare grazie al suo altruismo.
Se capita qualcosa di brutto, è stata lei a risolverlo grazie alla sua prontezza di riflessi.
Poco importa se lei non c’entra nulla in nessuna delle due suddette situazioni e se vi sono testimoni che potrebbero tranquillamente dire che non è andata così. Lei conta sull’ omertà e sulla discrezione che chiede di continuo alle persone ogni volta che racconta la propria versione dei fatti.

Se la calunnia è un venticello, l’amica di merda chiama direttamente Eolo a darle man forte.
E se subito o anche a distanza di tempo viene smascherata, la sua reazione sarà non dico esagerata, non dico fuori norma: sarà semplicemente pari all’esplosione di mille bombe atomiche, ovvero, di una violenza inaudita.
Se c’è una cosa infatti che l’amica di merda non sopporta è che le sue menzogne vengano smentite, ridimensionate, riscritte o addirittura sconfessate. È lì che si scatena tutta la sua furia, fino a sfiorare la violenza o ad arrivarci, perfino. Fino a quando non si sarà trovata un nuovo obiettivo su cui sfogare le proprie frustrazioni. Perché l’amica di merda, da maestra qual è nel lasciar filtrare solo ciò che agli occhi degli altri fa della sua vita un’esistenza da favola, in realtà dentro l’animo ha vuoti enormi, che riempie di bugie, raccontando fiabe a se stessa, per non guardarsi allo specchio ed evitare il riflesso di ciò che ha paura di scorgere. L’amica di merda si guarda allo specchio solo quando è certa di indossare la sua maschera perché ha paura della verità, e quando le viene sbattuta in faccia, reagisce come Medusa: per non pietrificarsi dal dolore, piuttosto fugge. Dopo aver fatto fuggire tutti coloro che le stavano attorno.

Ognuna di noi ha incrociato almeno una volta nella vita un’amica di merda, e ha fatto tesoro di questa esperienza. C’è poco da fare, l’amore e l’amicizia spesso servono a poco, in rapporti come questi, e dove hanno fallito loro molto potrebbe un ottimo psicoterapeuta [per l’amica di merda, ovviamente, che però non accetterebbe la questione nemmeno con un TSO, quindi siamo a un impasse].
Io, nel dubbio, fossi in voi me la darei a gambe.

Post Scriptum: nell’ultimo decennio si è andata purtroppo pian piano affermando una mutazione genetica preoccupante, che da pochi individui isolati si è fatta infine legione. Dobbiamo purtroppo prendere atto della possibilità che la vostra amica di merda possa, ahinoi, essere un uomo, o perlomeno un individuo di sesso maschile. La necessità darwiniana di questa disgrazia non ci è molto chiara, e forse è meglio così; ci premura solo di chiarire che l’amica di merda, se di sesso maschile, si chiama sempre “amica di merda”, perché parlare di uomo in questo caso sarebbe fuorviante, e se usiamo lo stesso termine garantiamo che si creerà molta meno confusione.

Enjoy!